Corpo Musicale Città di Lipari
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La nostra terra…

A Nord-Est della Sicilia si trova un piccolo angolo di paradiso chiamato Isole Eolie. Nate oltre 200.000 anni fa da attività vulcaniche, le sette isole, che costituiscono quest’arcipelago, rappresentano per gli studiosi un libro ancora da scrivere…un autentico laboratorio dove poter studiare in diretta l’evoluzione del nostro pianeta.
Il percorso storico delle sette sorelle si identifica fondamentalmente con quello di Lipari, la maggiore per estensione.
emptyDurante il Neolitico fu l’ossidiana a destare l’interesse delle prime popolazioni provenienti dalla Sicilia: agricoltori, pastori, commercianti che affilavano sapientemente la selce, approdando sulle nostre coste, trovarono questa durissima roccia vulcanica vetrosa, utile per creare punte di freccia e richiestissimi utensili, e la trasformarono nel minerale più prezioso di quei tempi. Lo straordinario sviluppo delle civiltà neolitiche, caratterizzato dalla nascita di numerosi villaggi e da un’intensa attività commerciale, finì con l’inizio dell’età del Bronzo quando l’ossidiana perse gran parte del suo valore. Ciò che  garantì in questo periodo un risveglio economico e civile fu il continuo contatto con la Grecia micenea, che vedeva Lipari come un punto strategico per il controllo del Basso Tirreno. Nel corso del XIII sec a.C. le isole Eolie furono soggette a numerose invasioni tra le quali va ricordata quella ad opera di una popolazione proveniente dalle coste della Campania, gli Ausoni di re Liparo. E’ a lui che si fa risalire il nome dell’isola maggiore, che nello stesso periodo divenne celebre per i suoi riti dionisiaci e per le produzioni ceramiche del pittore Nyn, caratteristiche per gli inusuali colori – ocra, celeste, verde pallido - delle decorazioni. Scoppiata la Prima guerra Punica, grazie ai suoi eccellenti porti e soprattutto grazie alla sua posizione geografica di alto valore strategico, l’arcipelago divenne una delle migliori stazioni navali cartaginesi. Nel 262 il console romano Cornelio Scipione, illudendosi di poter conquistare con estrema facilità la maggiore tra le isole dell’Arcipelago, venne qui bloccato e sconfitto da Annibale. Dieci anni più tardi, tuttavia, l’esercito Romano si prese la rivincita, conquistando e radendo al suolo l’isola di Lipari. Essa perse così ogni indipendenza economica e rimase luogo d’esilio - quasi totalmente deserto - fino al 1083 quando i Normanni riconquistarono la Sicilia e istaurarono nell’isola un nucleo di monaci benedettini ai quali si deve la costruzione di un bellissimo chiostro. Questo periodo di relativa pace durò fino al 1540 quando il celebre corsaro Barbarossa saccheggiò la città e portò via quasi tutti i suoi abitanti come schiavi. A questo punto Lipari venne successivamente riedificata e ripopolata e da allora le sorti dell’Arcipelago Eoliano e del Regno delle due Sicilie andranno di pari passo, passando prima sotto gli Spagnoli, poi sotto i Borboni, i Savoia, gli Austriaci ed infine nuovamente sotto gli Spagnoli fino all’unità d’Italia. Tra la fine del XIX sec. e l’inizio del XX le isole Eolie vennero colpite dal fenomeno dell’emigrazione: furono moltissime infatti le famiglie che migrarono in paesi come l’Argentina, gli Stati Uniti e soprattutto l’Australia. Durante il fascismo l’isola si trasformò, come già era successo nei secoli precedenti, in lungo d’esilio per tutti coloro che si opponevano al regime dittatoriale istaurato da Mussolini.  Pochi anni dopo la liberazione, il nome di Lipari smise di essere ricordato come luogo di confino politico per divenire una delle mete turistiche più importanti a livelli internazionale. Quanto detto rappresenta solo un decimo della storia - ricostruita meticolosamente nel Museo Archeologico Eoliano “Luigi Bernabò Brea” di Lipari - propria delle Isole Eolie.
La bellezza dei suoi paesaggi, i colori, e i profumi che caratterizzano questa terra sono qualcosa di semplicemente straordinario…qualcosa che registi come Rossellini hanno cercato di racchiudere nei loro film e che organizzazione come l’Unesco hanno voluto includere tra i “World Heritage Sites”.

Chiara Tesoriero


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