| CORPO
MUSICALE CITTA' DI LIPARI - La Storia |
| L'associazione
CORPO MUSICALE CITTA' DI LIPARI si costituisce nel
1977 per volontà di alcuni amanti delle tradizioni
musicali e alcuni componenti la ex fanfara. Essa, infatti,
a suo tempo raccolse il lascito della vecchia banda
comunale costituita e sostenuta in seno al Comune di
Lipari. Tutti i musicanti dell'epoca infatti erano assunti
e stipendiati dal Comune, compreso il Maestro, regolarmente
inserito nella pianta organica dello stesso Comune. |
| Ma
le origini di questa banda risalgono ad epoche ben più
antiche. |
| Le
prime tracce si rilevano nel 1861, subito dopo la festa
del patrono delle Isole Eolie S. Bartolomeo; in quell'occasione
tenne palco la banda di Barcellona P. di G. per la quale
si pagò una cifra di "quattordici onze"
quale compenso per la prestazione. Questo evento così
gradevole dopo i fatti roventi della prima metà
dell'ottocento che videro tra l'altro l'uccisione dell'allora
"sindaco" borbonico eoliano, diede il "la"
per la creazione di un corpo bandistico locale. |
| Infatti,
il giorno 17 novembre 1863 viene votato ed elargito
dal consiglio comunale la somma di £. 306 quale
fondo di mantenimento per la scuola di musica della
neonascente banda comunale. |
| Nel
1865, precisamente il 10 di aprile si delibera un supplemento
di spesa pari a £. 1.355 per la compra degli strumenti
musicali ad uso dalla nascente banda; successivamente,
il 17 aprile dello stesso anno "viene istituito
un fondo per mantenimento di Maestro di Musica per istallarsi
una banda musicale nel comune, secondo un regolamento
che sarà formulato dalla Giunta Municipale". |
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Da allora si costituisce il Corpo Bandistico Comunale
sotto la direzione di maestri qua e la assunti dal comune
di cui non si rilevano tracce. Intanto le arie ed i
motivi popolari di origine lirico-sinfonico facevano
breccia nei cuori degli italiani: uno fra tutti VERDI con i suoi componimenti inneggianti la vita, la felicità,
la libertà. La banda allora assume un ruolo fondamentale,
quello cioè di trasmettere al popolo questi motivi,
risuonanti nei grandi teatri riservati a pochi eletti
ed a poche città, Palermo, Catania, Bari, Napoli,
Roma, Venezia, Milano e tante altre. Nelle piazze dei
piccoli paesi la banda offre un momento di piacere,
di serenità e di gentilezza quale quei motivi
sapevano infondere. Adattati alla banda dunque il soprano
lirico veniva "interpretato" dal flicornino,
il tenore dal "trombone cantabile", il baritono
dal "bombardino", ai quali venivano quindi
affidate le parti dei cantanti lirici dei teatri. |
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Tra la fine dell'ottocento e l'inizio del novecento
arriva a Lipari il maestro Concetto Abate il quale portò
l'allora corpo bandistico a buoni livelli di disciplina
e di amalgamazione. Originario di Piazza Armerina, il
trentenne maestro era diplomato in violoncello e tra
le sue opere fu pubblicato un libro, contenente alcune
critiche sull'opera Falstaf di Verdi. |
| Notevoli
consensi riscuoteva ogni domenica sera al termine delle
sue brillanti esibizioni di direttore. Questo avveniva
nell'allora salotto di Lipari, Via Garibaldi nel tratto
in cui la strada si slarga a mo' di piazzola. Non c'era
palco tranne la sola pedana del maestro. L'illuminazione
era affidata a piccole fiammelle alimentate da gas acetilene,
poste al disopra dei musicanti. |
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Le note della banda risuonavano nei cuori della gente
ed in particolare dei coatti abitanti le celle del castello,
che al sentire di quelle melodie si sentivano liberi,
tornando ai luoghi nativi, negati per divergenze spesso
di carattere politico. |
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La vita "bandistica" si svolgeva in piazza
municipio, all'altezza dell'oggi Pizzeria BLUE MOON,
primo piano, dove trova i primi insegnamenti il piccolo
Edoardo Buongiorno. Egli infatti sotto la guida del
maestro Abate consegue il diploma in trombone e tra
il 1920 ed il 1930 assume la direzione della Banda Comunale. |
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Il centro Musicale si sposta da Piazza Mazzini alla
Chiesa di Santa Caterina dentro le mura, dove al piano
terra viene destinata una sala per le prove e la scuola
di musica della banda. Il Bongiorno, maestro calmo,
intellettuale, pacato e riflessivo, contribuisce attivamente
alla vita musicale ed insieme ai motivi lirico sinfoniche
affianca celeberrimi motivi napoletani dando origine
alla prima "rapsodia napoletana" scritta ed
adattata da lui stesso. Delle sue opere si riscontrano
tracce conservate con cura dal nipote Edoardo Buongiorno,
forte sostenitore e conservatore delle tradizioni locali. |
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Buongiorno segue la banda fino all'arrivo a Lipari del
Maestro Ragusi,
personaggio estroverso e stravagante, che raccoglie
tutto il lavoro dei suoi predecessori e conferma l'imponenza
della banda di Lipari in ogni occasione e manifestazione
in tutto il comprensorio eoliano: da Stromboli a Vulcano
da Salina ad Alicudi. |
| Attesissimo,
come nel passato, era il tradizionale concerto del 24
Agosto, concerto che veniva eseguito nella piazza Marina
Corta a ridosso della statua di San Bartolo, ancora
oggi dominante la stessa piazza. |
| La
fama della banda eoliana arriva in tutta la Sicilia
e velocemente corre tutta l'Italia al punto che il Maestro
Celebidac, in un 24 agosto di un anno imprecisato, dirige
la sinfonia del Nabucco, tra l'euforia dei musicanti
liparoti. Numerosi i solisti che vengono a Lipari per
suonare con la banda comunale. |
| Ma
anche Lipari in quegli anni è percorsa da gravi
crisi sociali, la guerra (alcuni componenti la banda
comunale partiti per la guerra non torneranno più
a Lipari) e la mancanza di lavoro che vede emigrare
tante famiglie verso l'Australia, il Canada, l'Argentina
e le Americhe, tante famiglie che ruotavano attorno
all'ambiente musicale sono costrette a lasciare i compagni
musicanti. Tanto che tra il 1965 ed il 1970 comincia
il suo decadentismo e per mancanza di fondi ed incapace
di far fronte a questa crisi, si scioglie: il maestro
viene licenziato e tolto dalla pianta organica e Lipari
non ha più una banda. |
| Subito
dopo, 1970/'71, alcuni volenterosi ed ex componenti
la banda comunale si riorganizzano e costituiscono una
fanfara, appena dieci elementi in tutto, quanto basta
per accompagnare i simulacri nelle processioni e portare
un po' di musica nelle frazioni dell'isola e nelle isole
minori. Autofinanziandosi, affrontano i viaggi che li
portano in tutte le sette isole, attraverso viaggi che
duravano tutta la notte per raggiungere Salina, Panarea,
Alicudi e Filicudi. |
| Tra
questi Stefano Lo Rizio, che sotto la guida del maestro
Ragusi
ne diviene solista nella sua banda e che nel 1977, assieme
ai suoi compagni (vecchi e nuovi intanto cresciuti in
seno alla fanfara) e a due personaggi locali Marcello
D'Albora e Giuseppe La Cava fondano il "CORPO MUSICALE
CITTA' DI LIPARI": l'ormai maturo Lo Rizio ne diviene
il Maestro. |
| Sotto
la sua direzione, colma dell'esperienza maturata sotto
Ragusi,
la banda di Lipari, costituita in Associazione privata,
torna a risuonare per le vie cittadine ed a restaurare
le vecchie tradizioni popolari di un tempo. Risplende
il fervore e l'attaccamento che la gente nutre verso
la banda e ne ridiviene massima espressione delle tradizioni
locali. |
| Stefano
Lo Rizio resta alla direzione della Banda soltanto due
anni, dal '78 all''80. Successivamente, negli anni avvenire,
si succedono numerosi maestri direttori, per lo più
provenienti dalla vicina Sicilia, in particolare Messina.
Uno fra tutti, Carmelo Gennaro, sotto la cui direzione
e scuola continua la tradizione di avvicinare i giovani
alla musica bandistica. Continua con amore e passione
la cultura musicale bandistica fino a quando gli si
alternano altri maestri ed altri direttori. |
| Attualmente
la direzione musicale del gruppo bandistico è
affidata al maestro Giovanni Cullotta. |
Stefano
Paino |
| Si
ringrazia il Prof. Giuseppe
Iacolino per la preziosa collaborazione. |
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